Riassunto
Il lungo dominio del diesel sul mercato italiano dell’usato sta volgendo al termine. Una nuova analisi di AutoUncle mostra che, per la prima volta, meno di un’auto usata su due venduta dai concessionari italiani è diesel.
L’analisi prende in esame le auto usate fino a 10 anni di età vendute dai concessionari italiani tra gennaio 2021 e marzo 2026. In questo periodo, la quota del diesel è scesa dal 65,3% al 46,6%, scendendo sotto la metà per la prima volta nel corso del 2025. Nel primo trimestre 2024 era ancora al 55,6%.
Il calo è confermato dall’intero mercato. Secondo l’ACI, nel 2025 i passaggi di proprietà di auto diesel usate sono diminuiti del 5,4% su base annua, mentre il mercato dell’usato nel suo complesso è cresciuto del 2,1%, con 3,22 milioni di passaggi netti. Tre auto usate su quattro scambiate in Italia sono ancora a benzina o diesel, ma il baricentro si sta spostando.
Un primato che si esaurisce dall’alto
Il diesel resta la singola motorizzazione più diffusa nell’usato dei concessionari italiani, ma il suo calo è ormai strutturale, e arriva da monte. Il mercato dell’usato riflette quello del nuovo con un ritardo fisiologico di alcuni anni, e sul nuovo il diesel è già crollato: l’UNRAE lo ha indicato ad appena il 7,3% delle immatricolazioni di gennaio 2026. Le generazioni diesel immatricolate fino alla metà dello scorso decennio stanno gradualmente uscendo dagli stock dei concessionari, e non vengono rimpiazzate.
Il diesel costa meno, ma si vende ancora in fretta
I dati sugli annunci dei concessionari raccolti da AutoUncle mostrano come stanno cambiando le condizioni del diesel usato. Il prezzo medio di un diesel è sceso da circa 18.000 € nel primo trimestre 2024 a 16.600 € nel 2026. Nonostante la riduzione dei volumi, il diesel resta tra le alimentazioni più rapide da vendere, con un tempo medio di 36 giorni: la domanda esiste ancora, soprattutto tra chi percorre molti chilometri, ma l’offerta si sta riducendo.
| Alimentazione | Prezzo medio | Tempo medio di vendita |
|---|---|---|
| Diesel | 16.600 € | 36 giorni |
| Benzina | 15.400 € | 39 giorni |
| Ibride | 19.900 € | 41 giorni |
| Elettriche | 17.800 € | 47 giorni |
A raccogliere la domanda che il diesel lascia libera sono soprattutto la benzina, salita al 29,5%, e le ibride, mentre l’auto elettrica resta marginale. Ma la vera notizia è la fine del primato del diesel, l’alimentazione su cui si è costruito per decenni il mercato italiano dell’usato.
Per i concessionari il segnale è concreto: un magazzino costruito sul diesel va ribilanciato. Il diesel continuerà a vendersi, ma peserà una quota sempre minore delle vendite, e chi gestisce stock importanti deve pianificare l’approvvigionamento di conseguenza.
“Il diesel è stato per vent’anni la spina dorsale del mercato italiano dell’usato, e per la prima volta vale meno della metà delle vendite. Non sta scomparendo, ma il suo primato è finito: il mercato del nuovo lo ha già abbandonato, e l’usato segue con il consueto ritardo. Per i concessionari significa ripensare il mix di magazzino attorno a un’auto che fino a ieri era la scelta automatica” — Jonas Bylov, CEO di AutoUncle
Metodologia
AutoUncle è lo standard europeo per le valutazioni e il confronto dei prezzi delle auto e aggrega dati sulle auto usate da migliaia di concessionari in 14 mercati europei. Questa analisi si basa sugli annunci di auto usate dei concessionari in Italia da gennaio 2021 a marzo 2026, escludendo auto nuove, auto in leasing e vendite tra privati, e comprende vetture con un massimo di 10 anni al momento della vendita. I dati sui prezzi sono normalizzati al 5°/95° percentile per trimestre per eliminare i valori estremi. I dati ACI e UNRAE citati si riferiscono ai passaggi di proprietà e alle immatricolazioni di auto nuove, basi di misurazione diverse dalle vendite dei concessionari analizzate da AutoUncle.
Fonte: AutoUncle Italia, primo trimestre 2021-2026 | autouncle.it