Al netto dell'inflazione, l'usato a benzina e diesel è quasi tornato ai prezzi del 2020

Sul cartellino un'usata a benzina o diesel costa ancora il 30% in più rispetto al 2020 (indice 130 contro 100). Ma corretto per l'inflazione, salita del 23% nello stesso periodo, il valore reale è solo il 6% sopra il 2020, contro il +27% del picco di inizio 2023. In euro: chi compra oggi paga in ...

Riassunto

Ogni mese AutoUncle analizza il mercato dell’usato italiano per offrire ai concessionari un quadro basato sui dati di domanda, prezzi e velocità di vendita. Questa analisi confronta l’andamento del prezzo delle auto usate a benzina e diesel con l’inflazione dei prezzi al consumo, su una serie di oltre cinque anni, da novembre 2020 ad aprile 2026. Sono escluse auto nuove, veicoli in leasing e vendite tra privati.

Il cartellino dice +30%, l’inflazione dice +6%

Dal novembre 2020 il prezzo medio delle auto usate a benzina e diesel è cresciuto del 30%, da 11.500 € a circa 15.000 €. Sull’indice, con base novembre 2020 = 100, il prezzo nominale è salito a 130. Nello stesso periodo l’inflazione generale in Italia è salita del 23%. Finché si guarda solo il cartellino, la conclusione è che l’usato a combustione costa molto più di prima. Ma se si corregge il prezzo per l’inflazione, l’indice del valore reale scende a 106: solo il 6% sopra il livello di fine 2020, contro un picco di 127 (+27%) raggiunto all’inizio del 2023.

Valore reale dell'usato a benzina e diesel vs prezzo nominale in Italia, novembre 2020 - aprile 2026
Figura 1. Valore reale dell'usato a benzina e diesel vs prezzo nominale in Italia, novembre 2020 - aprile 2026. Fonte: AutoUncle Italia & ISTAT (indice NIC dei prezzi al consumo, base 2015=100) - novembre 2020 - aprile 2026 | autouncle.it

Tradotto in euro: un’auto che nel 2020 costava 11.500 € dovrebbe oggi costarne circa 14.150 solo per stare al passo con l’inflazione. Sul mercato ne costa circa 15.000. In moneta reale, quindi, l’acquirente paga solo circa 850 € in più rispetto a cinque anni fa, contro i circa 3.500 € di sovrapprezzo reale del picco 2023. Gran parte del rincaro degli ultimi cinque anni è stato eroso dall’inflazione.

E la direzione non si è ancora esaurita: se il prezzo nominale resta fermo e l’inflazione prosegue al ritmo attuale, entro un paio d’anni il valore reale dell’usato a benzina e diesel potrebbe scendere sotto il livello del 2020, per la prima volta dalla pandemia. Non è una previsione certa, ma la traiettoria nei dati è chiara.

Una bolla in tre fasi

L’andamento si legge in tre fasi. Dalla fine del 2020 all’inizio del 2023 il prezzo medio è salito da 11.500 € a 16.900 €, un aumento del 47%, spinto dalla carenza di semiconduttori, dall’offerta limitata di auto nuove e da una domanda elevata. In quella fase l’usato a combustione correva circa 30 punti indice sopra l’inflazione.

Prezzo delle auto usate a benzina e diesel vs. inflazione in Italia, novembre 2020 - aprile 2026
Figura 2. Prezzo delle auto usate a benzina e diesel vs. inflazione in Italia, novembre 2020 - aprile 2026. Fonte: AutoUncle Italia & ISTAT (indice NIC dei prezzi al consumo, base 2015=100) - novembre 2020 - aprile 2026 | autouncle.it

Dal 2023 è iniziata la correzione: il prezzo nominale è sceso gradualmente verso i 15.000 € (indice 130), mentre l’inflazione continuava a salire (indice 123). Le due curve si sono avvicinate e il divario, oltre 30 punti indice al picco, si è ridotto a circa 7 ad aprile 2026. La fase in cui l’usato a combustione batteva nettamente l’inflazione è finita.

Una scadenza in arrivo per il diesel

C’è anche un fattore regolatorio che entra in gioco proprio adesso. Nelle quattro regioni della Pianura Padana (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna) il blocco strutturale dei diesel Euro 5 è stato rinviato al 1 ottobre 2026 e si applicherà in via prioritaria nei comuni sopra i 100.000 abitanti. Per un Euro 5 destinato a non poter circolare liberamente nelle città del Nord, il bacino di acquirenti si restringe, e con esso il valore di rivendita: un secondo freno, specifico per il diesel, che si somma all’erosione reale dei prezzi.

Per chi compra: l’affare reale è tornato ai livelli pre-pandemia

Per chi acquista, il dato è una buona notizia. Quei circa 850 € di sovrapprezzo reale rispetto al 2020 sono il valore più basso da cinque anni: in moneta di oggi, comprare un’usata a benzina o diesel conviene quasi quanto prima della pandemia. È una finestra che il cartellino, fermo sopra i 15.000 €, tende a nascondere.

Per i concessionari: la tenaglia

Per chi vende, lo stesso movimento si traduce in una tenaglia. Dal picco di inizio 2023 il valore reale dell’usato a combustione in magazzino è sceso di circa il 17% (da indice 127 a 106), mentre i costi di gestione, affitti, personale ed energia, sono saliti in linea con l’inflazione del 23% rispetto al 2020. Il margine viene compresso da due lati contemporaneamente, ed è un effetto invisibile a chi ragiona solo sul prezzo nominale.

Perché il cartellino non è sceso

Se i prezzi nominali non sono crollati, è perché il mercato del nuovo immette sempre meno auto a combustione pure. Secondo l’UNRAE, nel 2025 le immatricolazioni di auto nuove a benzina sono scese al 24,3% (-4,7 punti) e quelle diesel al 9,4% (-4,5 punti). Meno benzina e diesel nuovi oggi significano meno usato a combustione giovane domani, e questo tiene su i prezzi nominali. A differenza di mercati come la Danimarca, però, in Italia il motore termico è tutt’altro che scomparso: oltre quattro auto nuove su dieci sono ibride, quasi tutte con un motore a benzina o diesel a bordo.

“Sul cartellino i prezzi dell’usato a benzina e diesel sembrano ancora alti, ma l’inflazione ha eroso quasi tutto il rincaro post-pandemia: in termini reali siamo tornati quasi ai livelli del 2020. Per chi compra è un’occasione che non si vedeva da cinque anni; per chi vende, è la fine della fase in cui bastava aspettare per guadagnare», dice Alba Banchi, Ufficio Stampa AutoUncle Italia.

“La lezione del mercato italiano è che l’inflazione fa un lavoro silenzioso: i prezzi nominali restano fermi, ma il valore reale si sgonfia. I concessionari che ragionano solo sul cartellino rischiano di non vedere che il magazzino perde valore reale mentre i costi salgono», dice Jonas Bylov, CEO di AutoUncle.

Informazioni sui dati

AutoUncle è lo standard europeo per le valutazioni e il confronto dei prezzi delle auto e aggrega dati sulle auto usate da migliaia di concessionari in 14 mercati europei. Questa analisi si basa sugli annunci dei concessionari per auto usate a benzina e diesel in Italia da novembre 2020 ad aprile 2026, escludendo auto nuove, auto in leasing e vendite tra privati. L’analisi comprende auto usate con un massimo di 10 anni al momento della vendita. I dati sui prezzi sono normalizzati al 5°/95° percentile per trimestre per eliminare i valori estremi. Il valore reale è il prezzo nominale corretto per l’indice ISTAT dei prezzi al consumo (NIC); i dati sulle immatricolazioni di auto nuove provengono dall’UNRAE. Per maggiori informazioni: autouncle.it

Contatto stampa: Alba Banchi, Ufficio Stampa AutoUncle Italia - alba.banchi@autouncle.com