BEV usate a meno di 19.000 € in Italia, ma la quota resta al 2%

In Danimarca un'auto usata su due è elettrica. In Germania la quota BEV ha raggiunto il 9%. In Italia? Appena il 2,7% - quasi invariata rispetto all'1% del 2022. Un confronto su 50 mesi di dati rivela il peso delle politiche incentivanti sull'usato.

Riassunto

Ogni mese AutoUncle analizza i dati del mercato dell’usato italiano per offrire alle concessionarie un quadro aggiornato e basato sui dati. Questa analisi speciale confronta l’evoluzione della quota BEV sull’usato in tre Paesi europei su un arco di 50 mesi, da gennaio 2022 a febbraio 2026. L’analisi comprende auto usate con prima immatricolazione dal 2016 al 2025 incluso, escluse auto nuove, veicoli in leasing e vendite private.

Tre Paesi, tre velocità: il divario elettrico sull’usato europeo

Una nuova analisi di AutoUncle ha confrontato le vendite presunte di auto usate elettriche in Italia, Germania e Danimarca su un arco di quattro anni. I numeri raccontano tre storie completamente diverse.

Quota BEV sull'usato: confronto a 4 anni tra Danimarca, Germania e Italia
Figura 1. Quota BEV sull'usato: confronto a 4 anni tra Danimarca, Germania e Italia. Fonte: AutoUncle - Vendite presunte di auto usate, gen 2022, feb 2026 | autouncle.it

La Danimarca è passata dall’11% di quota BEV sull’usato nel gennaio 2022 al 50% nel febbraio 2026 - una crescita di quasi 40 punti percentuali in quattro anni. La Germania, partita dal 2,2%, ha raggiunto il 9,2%, quadruplicando la propria quota. L’Italia, partita dall’1,1%, si è mossa di appena 1,6 punti percentuali, arrivando al 2,7%.

Il ruolo degli incentivi: chi ha piantato, ora raccoglie

La divergenza non è casuale. In Danimarca, le auto elettriche beneficiano dal 2016 di una tassazione di immatricolazione agevolata - attualmente fissata al 40% della tassa ordinaria - e di deduzioni fiscali per le auto aziendali elettriche. Ogni nuova auto elettrica venduta ieri è un’auto usata disponibile oggi: l’effetto sull’usato è a cascata, e nel 2024 la Danimarca è diventata il più grande importatore di auto elettriche usate del Nord Europa.

In Germania, il programma Umweltbonus ha distribuito circa 10 miliardi di euro a sostegno di 2,1 milioni di veicoli elettrici tra il 2016 e il dicembre 2023, quando il programma è stato chiuso bruscamente per vincoli di bilancio. Il risultato è visibile nel grafico: una crescita costante della quota BEV sull’usato tedesco - alimentata dall’arrivo sul mercato secondario di milioni di auto incentivate negli anni precedenti.

L’Italia, al contrario, ha avuto un sistema di incentivi discontinuo e di entità limitata. L’Ecobonus per le BEV è rimasto tra i 3.000 e i 5.000 euro per gran parte del 2022-2023, con un breve potenziamento a 11.000 euro nel 2024 - i cui effetti sull’usato saranno visibili solo nei prossimi anni.

Il paradosso dei prezzi: crollano, ma nessuno compra

A complicare il quadro italiano, un dato operativo rilevante: il prezzo mediano delle BEV usate è sceso a circa 19.000 € a febbraio 2026, eppure la domanda non risponde. Un’auto elettrica usata costa ancora quasi il doppio di una a combustione interna (circa 19.000 € contro 11.500 €) e impiega in media quasi 100 giorni per essere venduta, rispetto ai 72 giorni delle auto a benzina o diesel. Per i concessionari, questo significa capitale immobilizzato per quasi cinque mesi su ogni BEV in stock.

Le ibride plug-in (PHEV), nel frattempo, hanno guadagnato terreno: la loro quota è cresciuta dal 10,9% al 13,3% nell’ultimo anno. L’Italia sembra aver trovato la propria via all’elettrificazione - non il passaggio diretto all’elettrico puro, ma una transizione graduale attraverso le ibride ricaricabili.

Cosa significa per le concessionarie

Preparazione, non panico. Con meno del 3% delle vendite, l’elettrico usato non è ancora un’urgenza operativa per i concessionari italiani. Ma le dinamiche possono cambiare rapidamente: in Danimarca la quota è passata dal 15% al 50% in soli tre anni. Se l’Italia decidesse di adottare incentivi strutturali - o se i prezzi delle BEV usate continuassero a scendere grazie all’offerta crescente di veicoli ex-leasing - la quota potrebbe accelerare proprio quando le concessionarie non sono pronte.

Gestione stock BEV: attenzione alla rotazione. Chi ha già BEV usate in inventario deve tenere d’occhio la svalutazione: con tempi di vendita medi vicini ai 100 giorni e un prezzo mediano in discesa, ogni mese di giacenza erode margine. Prezzare in modo aggressivo all’ingresso e monitorare i giorni in stock settimana per settimana.

Il benchmark danese come scenario futuro. La Danimarca non è un caso estremo - è un’anteprima. È il mercato dove le politiche fiscali hanno avuto il tempo di produrre effetti a cascata sull’usato. I concessionari italiani che vogliono anticipare la curva dovrebbero studiare come i loro omologhi danesi hanno riorganizzato la valutazione, la formazione del personale e il pricing dell’usato elettrico.

“Il confronto tra i tre Paesi è eloquente: dove i governi hanno investito in modo strutturale nell’elettrificazione, l’effetto è arrivato anche sull’usato. L’Italia ha ancora una finestra di opportunità per prepararsi, ma è una finestra che si sta restringendo” — Jonas Bylov, CEO di AutoUncle

Informazioni sui dati

AutoUncle è lo standard europeo per le valutazioni e il confronto dei prezzi dei veicoli e aggrega dati di auto usate da migliaia di concessionari in 14 mercati europei. Questa analisi si basa su oltre 50 mesi di dati sulle vendite presunte di auto usate da concessionari in Italia, Germania e Danimarca, da gennaio 2022 a febbraio 2026. Sono considerati esclusivamente veicoli usati con prima immatricolazione dal 2016 al 2025, esclusi veicoli nuovi, leasing e vendite tra privati.