Ancora al primo posto nel complesso, ma non più tra le auto più recenti
Fiat resta il marchio più venduto dai concessionari italiani. Nel secondo trimestre del 2026 ha rappresentato circa l’11% delle loro vendite di auto usate, davanti ad Audi con circa il 9% e a VW con circa l’8%.
Questo dato complessivo nasconde però un cambiamento importante.
Limitando il campo alle auto con non più di dieci anni al momento della vendita, Fiat non è più in testa. Nel secondo trimestre del 2026 Audi l’ha superata per la prima volta nei sei anni coperti dai dati. Su base mensile il sorpasso è avvenuto a maggio e, a luglio, Audi rappresentava circa il 9% delle vendite in questa parte del mercato, contro circa l’8% di Fiat.
Cinque anni prima non c’era partita. Nell’estate del 2021, applicando esattamente lo stesso criterio, Fiat precedeva Audi di oltre sette punti percentuali.
In questo segmento la quota di Audi è rimasta tra l’8% e il 10% in ogni trimestre della serie.
«Il fatto rilevante non è che Audi abbia superato Fiat all’improvviso: Audi è rimasta stabilissima, è Fiat a essere scesa fino a raggiungerla. Non è un concorrente che fa un anno eccezionale, è il risultato accumulato di anni in cui Fiat ha perso quota nel mercato del nuovo. Tra le auto usate più recenti quel percorso è arrivato al punto in cui Fiat non è più il marchio leader.»
Mads Noergaard, analista di mercato, AutoUncle
Il primato si regge sempre di più sulle auto più vecchie
Fiat può essere leader del mercato nel suo complesso e, allo stesso tempo, restare dietro ad Audi tra le auto più recenti perché le due misure fotografano segmenti diversi dello stesso mercato. Se si dividono le vendite per età dell’auto, la differenza diventa evidente.
Tra le auto di oltre quindici anni vendute dai concessionari italiani nel secondo trimestre, circa il 17% portava il marchio Fiat. Tra le vetture da undici a quindici anni la quota è di circa il 16%. Scende a circa l’11% tra sei e dieci anni, a circa l’8% tra tre e cinque anni e a circa il 7% per le auto con meno di tre anni.
Più l’auto è recente, meno è probabile che sia una Fiat.
Sei anni fa questo andamento non esisteva. A metà del 2020 la quota di Fiat era compresa tra il 14% e il 17% in ogni fascia d’età. Da allora le fasce si sono separate anno dopo anno e, dal terzo trimestre del 2025, si dispongono senza eccezioni in ordine di età.
Il dato complessivo è quindi la media di due generazioni molto diverse. Tra le auto usate più recenti, il vantaggio storico è già scomparso.
Il declino era già scritto anni fa
La spiegazione va cercata nel mercato del nuovo di una decina d’anni fa. Il mercato dell’usato riflette in larga misura le auto acquistate nuove alcuni anni prima, e la quota di Fiat nelle immatricolazioni italiane di auto nuove è diminuita nettamente.
Secondo UNRAE, Fiat ha rappresentato circa il 24% delle immatricolazioni di auto nuove in Italia nel periodo 2005-2010, circa il 21% nel 2011-2015, circa il 18% nel 2016-2020 e circa il 10% nel periodo 2024-2026, dato ancora parziale. Lo stesso andamento a gradini sta ora emergendo nel mercato dell’usato, una fascia d’età alla volta.
Questo ritardo significa anche che gran parte di ciò che accadrà nei prossimi anni è già determinato. Le auto che formeranno la fascia tra undici e quindici anni in Italia all’inizio degli anni 2030 sono in gran parte già state immatricolate, e la quota di Fiat tra quelle immatricolazioni è già nota. Anche una forte ripresa delle vendite di auto nuove oggi richiederebbe anni prima di riflettersi sull’usato.
Due elementi invitano a moderare questa lettura. Le fasce d’età avanzano nel tempo, quindi ogni anno la coorte più vecchia esce dal calcolo e una parte della variazione dipende da questa dinamica aritmetica, non dal mercato. Inoltre, nella fascia più recente la quota di Fiat nell’usato era in passato nettamente superiore alla sua quota di immatricolazioni, mentre oggi è sostanzialmente allineata: la quota nella fascia più recente è quindi diminuita più di quanto spiegherebbero da sole le immatricolazioni.
Gli italiani continuano a comprare le Fiat che arrivano sul piazzale
Un’altra distinzione nei dati è importante per interpretare correttamente il quadro. In ogni fascia d’età, la quota di Fiat è maggiore tra le auto vendute dai concessionari italiani che tra quelle ferme nei loro piazzali.
| Età dell'auto | Quota Fiat tra le auto in vendita | Quota Fiat tra le auto vendute |
|---|---|---|
| Meno di 3 anni | 4,6% | 6,2% |
| Da 3 a 5 anni | 5,5% | 6,3% |
| Da 6 a 10 anni | 9,9% | 11,4% |
| Da 11 a 15 anni | 14,2% | 16,3% |
| Oltre 15 anni | 15,5% | 17,3% |
Se gli acquirenti evitassero un marchio, si osserverebbe il contrario.
Il profilo per età indica invece quali auto sono effettivamente disponibili per la vendita. Ci sono molte Fiat più vecchie perché, negli anni in cui sono state immatricolate, Fiat vendeva un numero molto elevato di auto nuove. Le Fiat recenti sono meno numerose perché negli ultimi anni il marchio ha detenuto una quota molto più bassa. Il cambiamento non arriva all’improvviso: emerge man mano che una generazione di auto sostituisce l’altra sul piazzale.
Cosa significa per i concessionari?
La questione pratica riguarda l’approvvigionamento più che i prezzi. Lo stock Fiat nella fascia tra sei e quindici anni è ancora quello in cui si concentra il volume: ruota più in fretta di quanto venga rimpiazzato e la sua disponibilità dipende da immatricolazioni già avvenute, quindi si assottiglia anno dopo anno secondo una dinamica che nessuno può modificare. I dati suggeriscono di considerarlo una risorsa destinata a ridursi e di decidere fin da ora cosa ne prenderà il posto, finché il flusso di permute offre ancora margine di manovra. Nella fascia più recente, invece, vale il contrario: qualunque sia l’andamento degli attuali modelli Fiat in concessionaria, prima della fine del decennio ne arriveranno pochissimi nel canale dell’usato.
Informazioni sui dati
AutoUncle è lo standard europeo per le valutazioni e il confronto dei prezzi delle auto e aggrega dati sulle auto usate da migliaia di concessionari in 14 mercati europei. Questa analisi si basa sugli annunci di auto usate dei concessionari italiani dal secondo trimestre del 2020 al secondo trimestre del 2026, escludendo auto nuove, auto in leasing e vendite tra privati. I veicoli commerciali sono esclusi in tutti i casi. Non viene applicato alcun limite di età, salvo dove indicato, e l’età è calcolata rispetto alla data di ciascuna vendita anziché a un anno solare fisso: quindi un’auto classificata nella fascia «meno di tre anni» nel 2021 è stata costruita nel 2019 o successivamente, mentre una classificata allo stesso modo nel 2026 è stata costruita nel 2024 o successivamente. Il confronto tra Fiat, Audi e VW per le auto più recenti considera solo vetture fino a dieci anni di età al momento della vendita. Per ciascun trimestre, i dati sui prezzi sono depurati escludendo i valori al di sotto del 5° e al di sopra del 95° percentile. Le quote di immatricolazione delle auto nuove sono pubblicate da UNRAE sulla base dell’Archivio Nazionale dei Veicoli del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e riguardano il marchio Fiat, limitatamente alle autovetture. Il dato sulle immatricolazioni del 2026 copre il periodo da gennaio a luglio.