Tre anni dopo, in Italia ci sono meno elettriche usate in vendita
La transizione italiana verso l’auto elettrica sta finalmente prendendo velocità. Ma i nuovi dati di AutoUncle indicano che il Paese rischia di scontrarsi con un problema diverso: l’offerta di auto elettriche usate non sta tenendo il passo delle vendite.
Nel terzo trimestre del 2026, le elettriche a batteria rappresentavano appena il 2,5 % delle auto usate in vendita presso i concessionari italiani, secondo AutoUncle. Un valore in calo rispetto a circa il 3,5 % registrato per tutto il 2025 e inferiore al 2,8 % di tre anni fa. In termini assoluti, sui piazzali dei concessionari italiani ci sono oggi circa il 6 % in meno di auto elettriche usate rispetto a tre anni fa.
Se anche i consumatori italiani stessero perdendo interesse per le elettriche usate, il calo dell’offerta sarebbe meno significativo. I dati di vendita di AutoUncle mostrano però esattamente il contrario.
La quota di elettriche a batteria tra le auto vendute dai concessionari italiani ha raggiunto il 3,06 % nel terzo trimestre del 2026, contro il 2,49 % di un anno prima e l’1,66 % del terzo trimestre del 2023. Si tratta di una crescita di circa il 23 % in un anno e dell’85 % in tre anni.
Il punto è proprio questa divergenza: gli italiani acquistano una quota crescente di auto elettriche usate, mentre le elettriche pesano sempre meno sull’offerta disponibile presso i concessionari.
Perché il mercato dell’usato è decisivo
Per la transizione elettrica italiana, il mercato dell’usato è determinante. L’ACI ha registrato 3,2 milioni di passaggi di proprietà di autovetture nel 2025, pari a 208 transazioni di usato ogni 100 immatricolazioni di auto nuove. Il parco circolante italiano, inoltre, è particolarmente vecchio: conta oltre 41 milioni di auto, ben oltre la metà delle quali ha più di dieci anni. Per milioni di italiani, la strada più realistica verso l’elettrico passa da un’auto usata.
A essersi assottigliata non è la varietà dell’offerta, ma la sua profondità. Il numero di modelli elettrici diversi proposti dai concessionari italiani è salito da 80 a 124 in tre anni e la fascia più economica è cresciuta più rapidamente di tutte. Oggi, però, i concessionari italiani hanno sui piazzali poco più di due mesi di vendite elettriche, contro gli oltre quattro mesi di tre anni fa: più modelli tra cui scegliere, ma meno auto disponibili dietro ogni scelta.
L’Italia paga anni di lenta adozione
Parte della spiegazione si trova nel mercato del nuovo. Le elettriche a batteria hanno rappresentato solo il 3,7 % delle immatricolazioni italiane di auto nuove nel 2022 e circa il 4,2 % sia nel 2023 sia nel 2024. Il bacino di auto elettriche immatricolate in Italia due, tre o quattro anni fa, e che oggi possono arrivare sul mercato dell’usato, non poteva quindi che essere ridotto.
Il quadro sta migliorando. Le elettriche hanno raggiunto il 6,2 % delle immatricolazioni nel 2025 e l’8,0 % nei primi otto mesi del 2026, con oltre 90.000 unità immatricolate fino ad agosto. Ma l’Italia resta lontana dalla media europea: nel primo semestre del 2026, secondo l’ACEA, le elettriche a batteria hanno rappresentato l’8,5 % delle immatricolazioni italiane di auto nuove, contro il 20,7 % dell’Unione europea nel suo complesso. Meno della metà della media UE.
Un collo di bottiglia che l’Italia può difficilmente permettersi
La questione va oltre il mercato dell’auto. In base al regolamento europeo sulla condivisione degli sforzi (Effort Sharing Regulation), l’Italia deve ridurre del 43,7 % entro il 2030, rispetto ai livelli del 2005, le emissioni di gas serra dei settori che comprendono il trasporto stradale, gli edifici, l’agricoltura e i rifiuti.
Un mercato dell’usato elettrico più solido non basterà da solo a centrare quell’obiettivo. Contano anche le infrastrutture di ricarica, il costo dell’energia, la fiscalità e l’adozione nel mercato del nuovo. Ma in un Paese in cui si vendono più di due auto usate per ogni auto nuova immatricolata, l’elettrificazione di massa richiede un’offerta adeguata di elettriche di seconda mano a prezzi accessibili.
Il segnale incoraggiante che emerge dai dati AutoUncle è che gli acquirenti italiani sembrano sempre più pronti a comprarle. L’avvertimento è che le auto non stanno arrivando sul mercato abbastanza rapidamente.
Nota metodologica
L’analisi riguarda le auto usate messe in vendita e vendute dai concessionari in Italia, sulla base degli annunci presenti sul marketplace di AutoUncle, con oltre 250.000 annunci di concessionari per ogni rilevazione trimestrale. La finestra di confronto va dal terzo trimestre del 2023 al terzo trimestre del 2026, tre anni pieni, con rilevazioni effettuate nello stesso momento, a metà trimestre, in ciascun anno. I grafici riportano una serie storica più lunga, a partire dal terzo trimestre del 2022, per dare contesto al periodo di confronto.
Sono incluse le auto offerte dai concessionari con un’anzianità fino a dieci anni. Per elettriche a batteria si intendono le auto totalmente elettriche; ibride e ibride plug-in sono conteggiate separatamente. Le quote relative alle vendite sono costruite giorno per giorno: per ogni giornata di contrattazione si misura la quota di elettriche sulle auto vendute in quella giornata, e di queste si prende la giornata mediana del trimestre, escludendo le giornate con meno di 200 vendite. La costruzione serve a confrontare un trimestre non ancora concluso con uno concluso, senza che il risultato dipenda da quanti giorni il trimestre contiene, e non sposta il livello: per il terzo trimestre del 2026 la giornata mediana dà il 3,06 %, mentre la quota calcolata su tutte le transazioni dello stesso trimestre dà il 3,07 %. Nello stesso trimestre la metà centrale delle giornate si colloca fra il 2,72 % e il 3,33 %. I dati sull’offerta sono invece rilevazioni puntuali dello stock a scaffale, non flussi. Il terzo trimestre del 2026 copre le vendite fino al 6 settembre e la rilevazione dell’offerta fino al 15 agosto. Nel Grafico 1, il dato relativo al secondo trimestre del 2025 è interpolato a partire dai trimestri precedente e successivo.
I dati sulle immatricolazioni di auto nuove provengono da UNRAE, con i dati del 2026 forniti da ANFIA e Motus-E e il confronto europeo basato sui dati ACEA. I dati italiani sui passaggi di proprietà e sul parco circolante provengono dall’ACI.